PALERMO IN FOCUS

Collana Stupor Mundi

PALERMO IN FOCUS

SINOSSI

Il titolo di questa collana, “Stupor Mundi”, vuole essere un deferente omaggio al grande imperatore Federico II, re di Sicilia, che i contemporanei appellarono “Stupor Mundi” perché lo consideravano la meraviglia del mondo medievale. Questa collana vuole stimolare l’interesse dei Siciliani verso i tesori della nostra isola, riallacciandosi al glorioso passato, per fare di Palermo il centro dell’attività artistico-culturale del Mediterraneo. Federico II, che tanto amò la Sicilia e Palermo in particolare, è un meraviglioso esempio da seguire per migliorare le sorti della nostra amata terra. Il sovrano infatti riuniva a sé tutti i requisiti necessari per la rinascita della Sicilia: fu sovrano rigoroso e illuminato, scacciò speculatori e parassiti che infestavano il Regno e trionfò su tutti i nemici esterni; volle una legislazione che si ispirasse alla sapienza del diritto romano, che poneva la legge al di sopra di tutto; amò l’arte in tutti i suoi aspetti e fu promotore di studi in tutti i campi dello scibile umano, dando un vigoroso impulso alla civiltà dell’epoca, talché può considerarsi come Imperatore e Legislatore il più grande dopo Carlo Magno ed il primo a concepire lo Stato moderno. Incoronato nella nostra Palermo, fu istruito da precettori latini, ma poi si circondò degli uomini più illuminati del suo tempo, Europei, Arabi ed Ebrei, con una visione senza confini di stati, razze e religioni; elevò il volgare a dignità letteraria, contribuendo così alla creazione della lingua nazionale.

Palermo in Focus è il primo libro di questa collana. Nell’incipit della prefazione, l’Editore scrive:

«La fotografia descrive meglio delle parole lo spirito di un luogo; l’immagine che trasmette è diretta, senza retorica, a volte suscita emozioni: è il racconto di un soggetto in un linguaggio universale. Quando le parole perdono vigore, nulla è più efficace dell’immagine per trasmettere o ottenere qualcosa. La fotografia è arte senza frontiere; è rivelatrice, aiuta a valutare, a capire e soprattutto a meditare. L’arte della fotografia è parte integrante della Cultura. Oggi c’è un gran bisogno di Cultura, di nuovo Umanesimo. I periodi più bui della nostra storia sono stati quelli in cui stagnazione economica e stagnazione culturale sono andati di pari passo».

L’explicit del reportage sulle tante criticità della nostra città termina con una lettera aperta ai governanti. Riportiamo qui di seguito alcuni brani.

«Il tessuto urbanistico della vecchia Palermo, nonostante gli sforzi della “Regione”, non ha ancora raggiunto la necessaria compattezza: dopo 60 anni dai bombardamenti degli Alleati, interi quartieri presentano ancora macerie ed altri sono abbandonati al degrado più totale.

Con la creazione della “Regione Siciliana”, si è realizzata nella città quella che potrebbe sembrare la prosecuzione del vicereame, cioè di una quasi sovranità autorizzata dal potere centrale, mentre in effetti è stata immessa, di colpo, una struttura feudale in una neocapitalista. Non si è perciò realizzata la continuità di vita fra la vecchia e aristocratica città e la nuova Palermo, al punto che i vecchi proprietari degli immobili storici, anche se dotati di possibilità finanziarie, preferiscono trasferirsi nell’attico modernissimo o nella villa in periferia, abbandonando i loro vecchi palazzi in cui si sentono dei sopravvissuti, fuori dal contesto sociale.

I motivi di tanto disinteresse sono di carattere economico e sociale: economico, perché per i proprietari l’impiego di notevoli capitali occorrenti per i restauri, anche se sostenuti dai contributi regionali, implica un notevole impegno e una totale dedizione che oramai non gli anima più; sociale, perché, diciamolo pure, la nostra società ha emarginato, perseguitato e svalutato l’aristocrazia e la grande borghesia, tacciandola di parassitismo, incompetenza, sopraffazione (affamatori del popolo) e ne ha mortificato il prestigio…».

La lettera è stata scritta dall’Editore insieme all’ing. Blasco Sieri Pepoli, barone di Rabici, scomparso prematuramente, che della casa editrice Abbadessa fu un importante punto di riferimento.

Il lettore che ha in mano questo libro si accorgerà quanto è stato finora fatto, a distanza di quindi anni dall’uscita di questo libro, e quanto ancora deve esser fatto per far diventare davvero “Palermo Capitale della Cultura”.

La Bellezza da sola non dà alcun beneficio alla popolazione. Mentre la Bellezza insieme alla Cultura e soprattutto, con l’amore di imprenditori illuminati verso la propria terra, sicuramente, potrà essere il motore di un nuovo Rinascimento, come giustamente sottolinea Max Hiller nel suo recente saggio, Make Sicily Great Again.

Il reportage fotografico di Arturo Abbadessa ha il merito di mettere in primo piano la nostra cultura, sperando che coloro i quali hanno le redini per condurre in sicurezza il nostro futuro (Rettori delle Università siciliane, docenti e politici), sappiano in quale direzione dirigersi. I nostri giovani, che sono costretti a emigrare, aspettano da costoro azioni e opere da realizzare con desiderio ardente di vederli realizzate e non con parole inane o slogan come “Diventerà Bellissima”.

Nel suggerire il lettore, amante di libri “cult”, ad acquistarlo, perché è il primo libro che la casa editrice Abbadessa ha pubblicato, ricordiamo le belle parole di un grande intellettuale europeo, Isaac Newton che diceva: «Se ho visto più lontano, è perché stavo sulle spalle di giganti».